Un ritorno da primo della classe: Gabriele Sontacchi e il Pressano al comando della Serie A Gold

Pubblicato il: 29/09/2026

Quattro giornate sono poche, ma hanno comunque detto qualcosa. Qualche segnale, questa Serie A Gold lo ha lanciato. Qualche numero è venuto fuori. Su tutti, il primato del Pressano da imbattuta, a punteggio pieno e quattro vittorie di peso alle spalle: i campioni d’Italia della Proger Cassano Magnago, poi Fasano, Metelli Cologne e Teamnetwork Albatro Siracusa sono tutte cadute per mano della squadra di Branko Dumnic. Il campionato è appena iniziato, ma l’inizio sulla carta terribile dei trentini si è trasformato in un avvio da protagonisti.

Merito di un’ossatura rodata nel tempo, di giocatori esperti come il greco Nikos Loizos tra i pali e il serbo Danilo Milovic in campo, ma anche e soprattutto di un vivaio florido. Al Palavis sono cresciuti in tanti: i gemelli Marco e Simone Mengon prima di tutto, ma anche Nicolò D’Antino e chi, come Nicola Fadanelli e Gabriele Sontacchi, dopo il giallonero ha fatto esperienze altrove ed è poi rientrato in Trentino. Per Sonta, in particolare, fare ritorno a casa è stata una questione di cuore: dopo un anno a Potsdam condizionato dai tanti infortuni, il pivot classe 2003, punto fermo del DT Bob Hanning tra le rotazioni in azzurro, ha scelto la sua Pressano per rilanciarsi.

«La decisione di tornare – racconta – è legata soprattutto ai tanti problemi fisici dello scorso anno. Da gennaio in poi non ho praticamente mai giocato, prima con la rottura delle due costole, poi con l’operazione alla mano. Ho sentito il bisogno di tornare a casa, ritrovare delle vibrazioni positive e un ambiente che mi permettesse di rilanciarmi, togliermi delle soddisfazioni assieme alla squadra e tornare anche utile alla Nazionale».

Per Pressano sarà un anno speciale, con la celebrazione del 50esimo anno di vita della società, fondata nel 1976. «Questo vuol dire tanto per me – dice ancora Sontacchi – perché anche mio padre giocava ed io ho iniziato principalmente per questo motivo, quindi potere giocare qui nella stagione dei 50 anni è speciale. Ho ritrovato tanti amici, un ambiente di famiglia. Qui si sta benissimo e anche il fatto che tanti giocatori stranieri o arrivati da fuori scelgano di restare per più anni, lo testimonia e lo conferma. Credo che questo clima e questa atmosfera tra noi possa essere un’arma in più rispetto ad altre squadre. Ritrovare Fada? Abbiamo iniziato praticamente insieme, debuttato in prima squadra quasi contestualmente. È il mio centrale ‘di fiducia’ ed è sempre emozionante giocare insieme a lui».

Il campionato dice di un Pressano straripante, primo con quattro vittorie – e che vittorie – messe in tasca. «Non si poteva cominciare meglio, è vero. Me lo aspettavo? Forse non del tutto, ma so che siamo una squadra forte, dal grande valore. L’inizio si è confermato difficile e lo abbiamo superato al meglio. Ma ora non dobbiamo abbassare la guardia, perché il campionato ha già dimostrato che tutti possono battere chiunque. Vedo un grande equilibrio, in misura ancora maggiore rispetto a quando sono andato in Germania. Non ci sono partite facili e scendere in campo senza la giusta concentrazione può costare caro a ogni squadra, non ci sono sabati tranquilli. Obiettivi? Credo che ognuno di noi si sia fatto una idea in squadra, ma non dirò la mia. Abbiamo un punto d’arrivo come squadra, cioè qualificarci alla Coppa Italia e rimanere competitivi per la qualificazione ai Play-off».

A Pressano per rilanciarsi, ma Gabriele Sontacchi ha portato con un trascorso importante in Germania, la patria della pallamano per eccellenza. «Giudicherei la mia esperienza positivamente. Gli infortuni e un po’ di sfortuna mi hanno condizionato, certo, ma – dice Sontacchi – potere vivere in quel modo così totalizzante la pallamano, con un ambiente altamente professionale e in cui tutto è finalizzato a mettere l’atleta nelle condizioni di dare il massimo, è stato davvero stimolante e formativo. Auspico che questo approccio possa diffondersi sempre più anche in Italia, anche attraverso ciò che giocatori come noi possono portare nel nostro campionato e nei nostri club. In questo credo anche che lo step compiuto dalla Nazionale sia importante per fungere da esempio».