Anika Niederwieser, nata per giocare a pallamano: «Grata a questo sport per i momenti vissuti»

Pubblicato il: 25/06/2026

Anika Niederwieser saluta la pallamano giocata. Dopo 10 anni trascorsi in Bundesliga, l’atleta originaria di Bressanone e passata per il progetto federale della Esercito-FIGH Futura Roma, lascia il campo. Lo fa come la giocatrice italiana che più di tutte ha saputo misurarsi con il vertice, il top dell’handball europea. Il palmares parla per lei: prima di sempre a vincere la European League (2025), prima di sempre a conquistare la Bundesliga nel 2018. I trofei – tra questi anche una Supercoppa nel 2016 al debutto in Germania – sono tutti arrivati con una maglia, quella del Thüringer, divenuta poi casa anno dopo anno, tra grandi gioie e momenti difficili legati soprattutto agli infortuni. Più di uno, per la verità, ma che Anika ha saputo lasciarsi alle spalle ogni volta.

Nata per giocare a pallamano, in una famiglia che di questo sport ha scritto e scrive ancora pagine indelebili – il papà Michael è stato uno dei più forti portieri azzurri di sempre e il cugino Miki Helmersson, figlio di Elke Niederwieser, anche lei stella della Nazionale, è oggi uno dei punti di forza dell’Italia maschile – oggi Anika ripercorre il cammino che l’ha portata a calcare alcuni dei campi più prestigiosi d’Europa.

FIGH: Quando ripensi alla Anika bambina che ha iniziato a giocare a pallamano, avresti mai immaginato una carriera come la tua?
NIEDERWIESER
: «Non lo avrei mai pensato, onestamente no. Ma sono stati piccoli step, uno dopo l’altro: dalle prime convocazioni in Nazionale con l’approdo a Futura, percorso che mi ha aiutato tantissimo e che sono grata di avere vissuto e compiuto. Poi servono anche le occasioni giuste: le qualificazioni a EURO 2016 con la Nazionale mi hanno permesso di essere notata da Herbert Müller (manager del Thüringer ndr) e lì ho scelto di andare in Germania».

FIGH: Sapere di chiudere un capitolo così importante ti fa sentire più gratitudine per ciò che hai vissuto o più nostalgia per ciò che lascerai?
NIEDERWIESER
: «Sicuramente gratitudine. La decisione di lasciare è maturata nel tempo e già alla fine della scorsa stagione avevo compiuto questa scelta. Devo dire che chiudere con una finale persa (per la European League ndr) mi lascia un po’ di amarezza, ma non rovina il percorso in alcun modo. Sono grata per ciò che ho potuto vivere grazie alla pallamano».

FIGH: Nel percorso della tua carriera hai affrontato vittorie, ma anche momenti difficili. Quale pensi sia stata la sfida più grande da superare e quanto gli infortuni hanno pesato o ti hanno motivata?
NIEDERWIESER:
«Affrontare gli infortuni non è stato facile. Soprattutto il recupero dopo la rottura dei legamenti crociati è stato duro. Però devo anche dire che ho sempre trovato la forza e la motivazione per non mollare, per tornare in campo. In questo l’ambiente di Thüringer mi ha molto aiutata e mi è stata sempre accanto. Ma questo vale per tutti i momenti, a partire dai miei primi giorni qui, nel 2016 nei quali ho potuto da subito il calore del pubblico e di tutto l’ambiente. Sono sicura che non avere problemi di natura linguistica mi abbia aiutata molto, ma anche trovare sulla propria strada un ambiente positivo è molto importante per stare bene».

FIGH: C’è una partita o un evento che senti ‘tuo’ più degli altri?
NIEDERWIESER:
«Direi la Final4 di European League per il prestigio che rappresenta. Ma anche la prima amichevole giocata qui in Germania nel 2016, davanti a tantissimi tifosi e in un ambiente bellissimo e che non mi aspettavo. E poi la qualificazione giocata con la Nazionale contro il Portogallo, sempre nel 2016, perché è stato un bellissimo momento in maglia azzurra».

FIGH: Quali persone sono state fondamentali nel tuo percorso sportivo e umano di questi anni?
NIEDERWIESER:
«In primis la mia famiglia che mi ha sostenuto in ogni momento. Poi devo citare Marco Trespidi perché ha svolto un grande ruolo nella mia crescita come giocatrice e anche Tamas Neukum con cui mi sono sempre trovata molto bene. Inoltre Herbert Müller perché mi ha dato la possibilità di approdare in Germania».

FIGH: Se potessi lasciare un messaggio alle giovani ragazze che iniziano a giocare oggi a pallamano, quale sarebbe?
NIEDERWIESER:
«Di allenarsi sempre, credere in sé stesse e soprattutto di non perdere mai la gioia di giocare perché è la parte più bella del viaggio».

FIGH: Cosa farà Anika Niederwieser ‘da grande’?
NIEDERWIESER:
«Già in questi anni avevo iniziato un percorso lavorativo part time e da agosto lo proseguirò a tempo pieno. Rimarrò a vivere in Germania. Qui a Thüringer ho trovato una bellissima città e una dimensione che amo».

BIO. Anika Niederwieser (1992) è originaria di Bressanone, fra le città-simbolo della pallamano italiana e con cui ha debuttato nel campionato di Serie A1. Dal 2011 al 2016 ha militato nella Esercito-FIGH Futura Roma, progetto intrapreso dalla Federazione per lo sviluppo di talenti su base nazionale. Nell’estate 2016 è approdata al Thüringer, in Bundesliga, club con cui ha debuttato in Champions League e vinto in carriera una Supercoppa (2016), un titolo nazionale (2018) e una European League (2025), diventando la prima giocatrice italiana di sempre a conquistare un trofeo a livello continentale. Ha poi disputato e perso la finale di European League nel maggio scorso. In Germania ha anche giocato con il Metzingen nel triennio 2018-2021.
Ha debuttato con la Nazionale nel 2009, per poi giocare stabilmente in azzurro fino ai Giochi del Mediterraneo nel 2017. Successivamente ha disputato i play-off di qualificazione ai Mondiali 2023 contro la Slovenia.
Con la Nazionale di beach handball ha vinto la medaglia di bronzo agli Europei 2011 e 2015, oltre alla medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo sempre del 2015. È stata inoltre nominata migliore difensore dei Mondiali 2014.