L’annata Gold di Haenna e Molteno · La gioia dei capitani Rosso e Campestrini: «Orgogliosi di tornare tra le grandi»

Pubblicato il: 06/05/2026

Per entrambe è un ritorno tra le grandi, nella élite della pallamano italiana. A distanza di due settimane l’una dall’altra, Salumificio Riva Molteno e Orlando Haenna hanno celebrato la promozione in Serie A Gold. Un traguardo arrivato vincendo i rispettivi gironi di Serie A Silver al termine di una stagione che non ammetteva errori: con il primo posto al termine della regular season come unica via possibile, senza fasi successive e dunque senza Play-off, la parola-chiave per entrambe è stata ‘costanza’, di rendimento e di risultati.

IL PERCORSO. La Salumificio Riva Molteno è stata, per numeri e cammino, la squadra migliore dell’intera stagione di Serie A Silver. Allenata dal tecnico brasiliano Danilo Gagliardi, ex Campus Italia, la formazione brianzola ha chiuso il campionato da imbattuta con 17 vittorie e un pareggio in 18 partite disputate. Attacco più prolifico (640) e difesa meno battuta del girone (467), Molteno ha così superato la concorrenza di Secchia Rubiera e Verdeazzurro Sassari, centrando una promozione che l’anno prima era sfuggita solo ai Play-off nel sentito derby contro Cologne. Un derby che, peraltro, riprenderà forma ora in Serie A Gold assieme a quello contro la più nobile delle lombarde, il Cassano Magnago.

Più articolato, ma ugualmente soddisfacente, il percorso compiuto dall’Orlando Haenna. La squadra di Mario Gulino, volto storico della pallamano ennese e nazionale, ha chiuso il Girone B in testa con 30 punti, gli stessi del Camerano. A fare la differenza è stata la differenza reti favorevole nello scontro diretto coi marchigiani (+13), fattore che ha trasformato l’ultima giornata in una grande festa. Il ritorno di Enna in Serie A Gold apre anche allo scenario di un derby siciliano con la Teamnetwork Albatro Siracusa, vincitrice dell’ultima Coppa Italia.

LA STORIA. La Serie A Gold non è una novità, per i lombardi come per i siciliani. Fondate a distanza di due anni, nel 1975 la Pallamano Haenna e nel 1977 l’Handball Club Molteno, le due realtà avevano entrambe già calcato i campi della massima serie. Gloriosi i trascorsi di Enna, fra le località più iconiche e riconoscibili della pallamano nazionale, che in un massimo campionato a girone unico mancava dal 2001 ma che solo qualche stagione prima, nel 1998 e nel 1999, aveva raggiunto prima la finale di Coppa Italia e poi i Play-off Scudetto. Per Molteno, invece, l’allora Serie A1 con l’attuale formula, quella del girone unico nazionale, ha un unico precedente datato 1984/85 (conclusa con la retrocessione). Entrambe le realtà hanno vissuto in tempi più recenti l’esperienza della Serie A1 allargata a tre gironi, format adottato dalla Federhandball nel periodo 2013-2018.

La perseveranza di Molteno

Trentino, ma moltenese d’adozione. Davide Campestrini è arrivato nel piccolo comune della provincia di Lecco – Molteno conta poco più di 3.500 abitanti – nel 2021. Da talento del florido vivaio della Pallamano Pressano, il pivot è divenuto punto di riferimento del roster targato Salumificio Riva che quest’anno ha conquistato il salto di categoria da assoluto protagonista della Serie A Silver.

«Il percorso nasce un po’ più indietro nel tempo – dice – dalla delusione dello scorso anno quando, nonostante una squadra attrezzata, abbiamo mancato la promozione di un soffio nella finale contro Cologne. La società ha subito riprogettato una immediata ripartenza, tenendo fede al progetto tecnico intrapreso con Danilo Gagliardi e devo dire che i risultati si sono visti: nonostante alcuni cambi di roster, i sistemi difensivi e offensivi erano già consolidati e questo ci ha permesso di iniziare la stagione con grande fiducia, ottenendo buoni feedback già nelle amichevoli pre stagionali contro squadre di Serie A Gold. Siamo arrivati nelle condizioni fisiche e mentali ideali al doppio scontro di ritorno con Rubiera e Verdeazzurro, le due principali candidate alla promozione assieme a noi. Siamo molto felici».

Pressano, poi Merano, Sassari e infine Molteno nel percorso di Davide Campestrini. «Arrivare qui è stata una sorta di rinascita sportiva per me. Venivo da un periodo in cui avevo perso qualche motivazione e con Molteno ho ritrovato l’amore per il gioco. Qui ho iniziato anche ad allenare a livello giovanile, sto benissimo, il gruppo è fantastico, c’è grande voglia di lavorare ed è stato naturale trovare stabilità qui».

«Il paese per dimensioni mi ricorda un po’ Lavis, il luogo da cui provengo. E poi – dice ancora Campestrini – qui si respira pallamano ogni giorno. C’è grande seguito, se ne parla al bar, c’è grande entusiasmo tutt’attorno e questa promozione è stata accolta con gioia». Il prossimo anno doppio derby, dunque: «Sì, è uno stimolo ulteriore. Quello con Cologne è sicuramente il più sentito, mentre Cassano Magnago è storicamente la realtà più importante. Ma sarà molto bello giocarli entrambi».

Enna alimenta la tradizione

Ambizione e senso di appartenenza sono state le basi su cui l’Orlando Haenna ha fondato la sua rincorsa alla promozione. Un’appartenenza al territorio, alle tradizioni, che giunge a sublimazione con il capitano del club siciliano, Giovanni Rosso. Classe 1989, Rosso è il giocatore di più alto profilo del roster guidato da Mario Gulino: partito da Enna, per sette anni ha vestito le maglie di CUS Palermo, Albatro Siracusa, Fondi e poi Conversano, conquistando coi pugliesi uno Scudetto e una Coppa Italia. «Dopo queste esperienze, per motivi lavorativi legati all’insegnamento scolastico, avevo deciso di smettere», racconta Rosso. «Quando ho avuto l’opportunità di tornare a vivere in Sicilia, Enna mi ha prospettato la possibilità di riprendere: la dirigenza aveva l’obiettivo di riportare nuovamente in alto questa società con 52 anni di storia alle spalle. Ci siamo riusciti nel giro di quattro anni. In carriera ho vissuto altri momenti che porterò con me, ma conquistare questa promozione con la squadra della mia città è davvero speciale».

«Partivamo alla vigilia del campionato come una squadra rinnovata – continua – e la necessità di trovare le giuste intese credo abbia influito sulle iniziali sconfitte contro Romagna e Palermo. Dopo quei punti persi, siamo stati bravi a non distogliere la mente dall’obiettivo principale. Siamo riusciti ad aprire un filotto di risultati culminato col +15 contro Camerano a gennaio e lì abbiamo preso la consapevolezza che ci serviva. L’ultima partita contro Camerano, forti della differenza reti dell’andata, è stata soprattutto una gestione del vantaggio e nel contempo delle emozioni. Siamo davvero felici perché, come dicevo, la società ha lavorato a lungo per questo traguardo, anche con l’inserimento di nuovi innesti, e come squadra siamo stati bravi a rimanere costanti. In un campionato con una sola promozione, senza Play-off, il rischio di compromettere tutto con un solo passo falso era concreto».

Enna ritrova la Serie A Gold a girone unico dopo 25 anni. «Parliamo di un paese di 25mila abitanti dove la pallamano ha sempre avuto un ruolo importante, una sua riconoscibilità. Quasi tutti hanno provato a giocarla almeno una volta, potrei definirlo come lo sport cittadino anche grazie ai risultati dei decenni passati di uomini e donne (la De Gasperi Enna nel femminile ha vinto due Scudetti e due edizioni della Coppa Italia tra 1998 e 2002 ndr) e agli sforzi di persone come Flavio Guzzone o Mario Gulino che sono tutt’ora bandiere di questa società. Questa promozione è sicuramente una nuova opportunità per contribuire a promuovere la pallamano, a farla conoscere in misura ancora maggiore tra le giovani generazioni del nostro territorio. È qualcosa di cui l’intera comunità ennese è fiera e di cui anche personalmente vado molto orgoglioso perché questo sport mi ha permesso di raggiungere traguardi e vivere momenti che porterò sempre con me».

(foto: Atzori \ Arangio)